Rosarno, la rivolta dei braccianti

foto di ggBO (da flickr) (immagini di foto di ggBO (da flickr))Guerriglia urbana nella piana di Gioia Tauro. Scontri e blocchi stradali, poi scatta la caccia all’africano. Maroni: “Frutto di politiche troppo tolleranti”. Calogero (Flai): “La responsabilità delle tensioni è politica e del governo”

di C. R.

Guerriglia  urbana e tensione alle stelle a Rosarno, nella Piana di Gioia Tauro. Ieri erano scoppiati i primi disordini, quando molti braccianti immigrati hanno dato vita a manifestazioni violente in risposta al ferimento di due di loro da parte di sconosciuti con colpi di carabina ad aria compressa. Oggi (8 gennaio) migliaia di extracomunitari si sono radunati per le strade e nella piazza del comune. E la situazione è degenerata.

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Le strade del piccolo centro calabrese sono percorse da giovani che sugli scooter, senza casco, inseguono e danno la caccia allo straniero. Lo riferisce il Redattore Sociale, parlando di una situazione ormai fuori controllo dopo la rivolta avvenuta nella notte. La maggior parte dei duemila migranti africani della Piana di Gioia Tauro si trova all’interno dei siti in cui alloggiano: l’ex fabbrica Opera Sila, la Rognetta e la Collina. Le forze dell’ordine hanno scortato piccoli gruppi di 2-3 lavoratori africani, che vagavano nelle campagna e per le strade, per evitare il linciaggio da parte della popolazione locale. Sulla statale 18 che collega Gioia Tauro a Rosarno, riferisce ancora il Redattore Sociale, un africano è stato pestato dalle bande di giovani locali e lasciato tramortito sulla strada: il giovane, di circa 30 anni, non ha perso conoscenza ma appariva sotto choc. L’unica persona che gli ha prestato soccorso è stata una donna di mezza età che abita lì vicino. Ma mentre si avvicinava al ragazzo con una bottiglia di acqua fresca, la gente dai balconi e lungo la strada le inveiva contro: “Lascialo morire. Hanno distrutto tutto”.

In mattinata duemila extracomunitari hanno protestato violentemente. Immediato è stato l’intervento di polizia e carabinieri schierati in assetto antisommossa davanti ai più agguerriti. Un centinaio di persone armate di spranghe e bastoni è stato tenuto sotto stretto controllo. Un cittadino di Rosarno ha addirittura sparato due colpi di fucile in aria a scopo intimidatorio per disperdere un gruppo di immigrati che si era concentrato davanti alla sua abitazione. Sempre stamattina, una donna è stata aggredita a bordo della sua auto. Centinaia di veicoli sono stati danneggiati, molti i cassonetti divelti e svuotati sull’asfalto e ringhiere di abitazioni danneggiate. Circa duecento migranti, inoltre, hanno attuato due blocchi stradali sulla statale 18, uno a nord e uno a sud dell’abitato del paese, impedendo alle auto di transitare.

Il ministro dell’Interno Roberto Maroni, però, non è sembrato intenzionato a placare gli animi. Per Maroni, intervistato nella trasmissione televisiva Mattino 5, la rivolta degli extracomunitari è ‘una situazione difficile, cosi’ come in altre realta’, determinata dal fatto che ‘in tutti questi anni e’ stata tollerata, senza fare nulla di efficace, una immigrazione clandestina che da un lato ha alimentato la criminalita’ e dall’altro ha generato situazioni di forte degrado come quella di Rosarno’. ‘Stiamo intervenendo – ha spiegato Maroni – con i mezzi e i tempi necessari. Inoltre, abbiamo per ora posto fine agli sbarchi di clandestini a Lampedusa e a poco a poco riporteremo alla normalita’ le situazioni’.

“E’ la dichiarazione peggiore che un ministro della Repubblica possa fare” è la risposta di Antonino Calogero, segretario della  Flai Cgil della Piana di Gioia Tauro ai microfoni di RadioArticolo1. “Il ministro vuol far diventare esclusivamente carnefici dei lavoratori che sono invece vittime di sfruttamento da anni” – continua Calogero -, non si tratta certo di una soluzione. La situazione è molto grave, perché è scoppiata una rabbia repressa da anni”. Secondo il sindacalista, tra l’altro, “l’intervento delle forze dell’ordine non ha risolto ma ha aumentato la tensione”. Le responsabilità, infatti, “sono soprattutto di questo governo, che con disposizioni legislative razziste non fan altro che aumentare la tensione e un clima Insostenibile”.

Tant’è vero, dice Calogero,
che il malessere dei migranti era scoppiato già nel dicembre scorso, ma fortunatamente in quell’occasione csi era trattato di una manifestazione pacifica. “I braccianti extracomunitari nella piana lavorano e vivono in condizioni inumane. Soggetti al caporalato e accampati in una fabbrica dimessa, lavorano come schiavi per pochi euro – continua Calogero -. Grazie a questo governo, oggi vivono anche in un clima diverso. Prima c’era accoglienza e tolleranza a Rosarno, oggi l’acuirsi delle tensioni, a causa della crisi e del clima diverso che si respira nel paese hanno portato la tensione alle stelle”.  La soluzione, conclude il sindacalista è “puntare alla tutela del lavoro e alla difesa della dignità di questi lavoratori stranieri non certo a proclami che ci mortificano”.

link originale:http://www.rassegna.it/articoli/2010/01/8/56709/rosarno-la-rivolta-dei-braccianti

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