Sgomberata l’ex ambasciata somala

da internet

La polizia irrompe nella palazzina occupata da rifugiati politici. Due occupanti arrestati per droga, più di cento persone per strada. La Questura: “Scoperta occupazione abusiva”. Erano lì da anni. Avevamo raccontato il caso 2 settimane fa

di Carlo Ruggiero

L’ex ambasciata somala a Roma, alla fine, è stata sgomberata. Durante la notte tra giovedì 11 novembre e venerdì 12 novembre, la polizia ha fatto irruzione nella palazzina di via dei Villini, nella quale oltre 100 rifugiati politici risiedevano da anni.

Di questa vicenda Rassegna.it si era occupata meno di due settimane fa.
Allora eravamo riusciti a portare una telecamera dentro l’ambasciata, testimoniando in una video-inchiesta esclusiva le condizioni drammatiche in cui vivevano gli occupanti. In quell’occasione, però, eravamo anche riusciti a dare la parola a quei rifugiati. E ne avevamo registrato lo sgomento, la rabbia e l’incredulità di fronte al degrado nel quale, dopo la fuga dalla guerra e dalla miseria, erano costretti a vivere anche in Europa.

» La video inchiesta

Quel video ha fatto il giro del mondo,
registrando oltre 40mila visualizzazioni su youtube, rimbalzando sui molti dei siti e dei blog gestiti dalle comunità dei rifugiati politici somali in ogni angolo del globo. La nostra inchiesta è stata anche molto commentata sulla rete. Ma non in italiano, soprattutto in somalo e in inglese. Quei commenti arrivavano quasi tutti dal Nord Europa, meta finale della maggior parte dei rifugiati che sbarcano nel meridione d’Italia, ma che sono costretti nel Belpaese dalla convenzione di Dublino.

Dall’Italia è invece arrivata la notizia dello sgombero. Ed è arrivata come non te l’aspetti: tramite una nota del prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro nella quale si esprime “vivo apprezzamento alle Forze dell’Ordine per lo sforzo e l’impegno con cui stanno operando in numerosi quartieri di Roma per dare sicurezza e garantire serenità ai cittadini”. In poche parole, la notizia non consiste nel fatto che a quei rifugiati era stata finalmente concessa una sistemazione dignitosa, ma che i cittadini del “quartiere bene” si erano finalmente liberati di loro.

Prosegue infatti il comunicato: “
Nell’ambito della pianificazione coordinata del controllo del territorio da parte della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri va segnalata l’operazione effettuata dalla Questura di Roma la scorsa notte nel quartiere San Lorenzo per disarticolare un’organizzazione dedita al traffico degli stupefacenti e, nel contempo, lo sgombero dell’ex sede dell’Ambasciata somala in Via dei Villini, ove trovavano rifugio cittadini somali coinvolti nel traffico di stupefacenti”. Nel testo si legge inoltre che la polizia ha in quell’occasione “accertato che l’edificio in questione è un’ex sede dell’ambasciata somala, abusivamente occupata da alcuni cittadini dello stesso paese africano”.

Insomma, l’ambasciata è stata sgomberata
perché alcuni occupanti spacciavano droga. Più precisamente due di loro, “trovati in possesso di sostanze stupefacenti”, mentre altre 94 persone residenti nello stabile sono state “accompagnate dai poliziotti all’Ufficio Immigrazione della Questura”. Di tutte queste persone, dunque, la Questura non sapeva nulla fino all’altra notte. Le ha scoperte seguendo due spacciatori.

A conferma del tutto, poco dopo, è arrivata anche la nota del delegato capitolino alla Sicurezza Giorgio Ciardi. L’incaricato del sindaco Alemanno ha detto di essere soddisfatto dell'”impegno operativo della Questura di Roma guidata da Francesco Tagliente. L’ennesimo colpo inferto a questo traffico illegale è la conferma della bontà degli schemi operativi adottati per garantire maggiori livelli di sicurezza alla comunità cittadina”.

Ovviamente, dopo lo sgombero i rifugiati somali hanno tentato, invano, di rientare nello stabile nonostante fossero state sbarrate le porte. Di loro non si ha ancora alcuna notizia. I comunicati delle istituzioni romane non ne rendono conto.

Noi di Rassegna.it stavamo già lavorando alla seconda puntata dell’inchiesta in cui volevamo porre alle istituzioni italiane e capitoline una semplice domanda: di chi è la responsabilità di questa situazione? Alla luce di tutto quello che è successo giovedì notte, di domande ne emergono altre due. Com’è possibile che la Questura e il delegato alla sicurezza del comune non avessero la minima idea di una vicenda talmente drammatica, che va avanti da anni nel pieno centro di Roma? E ancora: che fine faranno gli ex occupanti, ora che è stato tolto loro anche quel misero tetto dalla testa? In ogni caso, noi tutte queste domande continueremo a porle.

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