Iran: blogger, torturato a morte un ragazzo

teheran_66560Secondo revolutionary road, uno studente arrestato il 9 luglio è morto in prigione in circostanze misteriose. Human Rights Watch, Ahmadinejad continua ad intimidire gli avvocati per i diritti umani. Frattini: Ue invierà un “messaggio molto forte”

di C. R.

Non c’è pace in Iran. Il governo di Mahmud Ahmadinejad continua infatti a calpestare ogni forma di diritto per cercare di placare le proteste dei sostenitori del leader riformista Mousavi, che vanno ormai avanti da oltre un mese.

L’oramai famoso blogger iraniano Revolutionay road ha oggi dato notizia di nuove manifestazioni notturne per le strade di Teheran e, soprattutto, della morte di un giovane nella prigione governativa di Evin. Per ora non ci sono conferme ufficiali, ma il blogger che ha ormai guadagnato fama di fonte attendibile, citando il giornale” Etemad-e Melli”, afferma che Amir Javadifar, 25 anni, era uno studente della Qazvin city University che fu arrestato il 9 luglio durante una manifestazione. Il ragazzo sarebbe morto a seguito delle torture inflittegli in prigione. Già ieri un altro giornale aveva riportato la morte in prigione di un manifestante, Mohsen Ruholamini, anche lui di 25 anni e anche lui arrestato il 9 luglio.

» Video, nuove manifestazioni a Teheran

Tra l’altro, l’organizzazione non governativa Human Rights Watch in un comunicato diffuso oggi (27 luglio), afferma che ‘le autorità iraniane continuano ad arrestare o a minacciare eminenti avvocati per i diritti umani, cercando di creare un’atmosfera di paura fra tutti gli avvocati che accettano di difendere prigionieri politici”. A detta di Joe Stork, vice direttore della divisione per il Medio Oriente della ong, “molti sostenitori delle riforme arrestati dopo le elezioni presidenziali si sono visti rifiutare il ricorso ai loro legali e ora si ritrovano i loro avvocati imprigionati con loro”.

Sulla questione dei diritti umani, in ogni caso, si sta muovendo l’Unione europea. Il ministro degli esteri italiano Franco Frattini ha fatto sapere che l’Ue invierà ‘un messaggio molto forte” all’Iran. ‘Mentre rispettiamo le procedure elettorali interne, perché non vogliamo decidere da Bruxelles chi è il presidente dell’Iran, sulla questione dei diritti umani invieremo un messaggio molto forte. In particolare l’imprigionamento di persone innocenti, e’ qualcosa che non possiamo accettare”, ha sottolineato Frattini. La situazione dell’Iran sarà discussa dai ministri degli esteri dei paesi membri durante il pranzo di lavoro del Consiglio.

I media iraniani, invece, hanno ieri riferito che il presidente Ahmadinejad ha “rimosso dai loro incarichi” quattro ministri. Si tratta dei ministri della Cultura, dell’Informazione, del Lavoro e della Sanità. Il ministro dell’Informazione è il potente Gholam Hossein Mohseni Ejei, titolare dei servizi segreti. Gli altri tre sono invece Mohammad-Hossein Saffar-Harandi,, Mohammad Jahromi e Kamran Baqeri Lankarani. La rimozione dei ministri iraniani arriva in un momento particolarmente delicato per il governo iraniano dopo che ieri Ahmadinejad aveva dovuto cedere alla richiesta della Guida suprema, l’ayatollah Ali Khamenei, di rimuovere il vicepresidente Esfandiar Rahim Mashaie, accusato di non essere abbastanza “rigido” nei confronti di Israele.

L’ex presidente iraniano Akbar Hashemi Rafsanjani, che ha assunto posizioni piuttosto vicine a quelle di Mir Hossein Mousavi, ha oggi negato di essere coinvolto in una lotta di potere con l’ayatollah Ali Khamenei, Guida suprema del paese. ‘La propaganda dei media stranieri che tentano di far passare che è in corso una lotta di potere ai massimi vertici del regime fa un grave torto alla Repubblica islamica”, ha detto Rafsanjani citato dall’agenzia Mehr.

Rafsanjani, che pure si e’ schierato con l’opposizione
nella crisi seguita alle controverse elezioni presidenziali del mese scorso, ha detto di essere amico personale di Khamenei da 50 anni. La Guida suprema, ha affermato ,’e’ un pensatore progressista che su molti temi guarda al futuro’. In dichiarazioni riportate da un’altra agenzia iraniana, la Ilna, Rafsanjani ha invece detto di non avere cambiato idea sulle elezioni. ‘Il mio punto di vista e’ lo stesso che ho esposto nella preghiera del venerdì”, ha affermato l’ex presidente, confermando che sull’argomento vi sono punti di vista diversi nella leadership del paese e lasciando intendere che i riformisti non lasceranno cadere le loro rivendicazioni. ‘La disputa riguarda le elezioni, se queste divergenze saranno risolte anche la disputa finirà“, ha affermato.

link originale: http://www.rassegna.it/articoli/2009/07/27/50387/iran-blogger-torturato-a-morte-un-ragazzo

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