Evasione fiscale: la rabbia dei consumatori

482ea7fba385b_zoomI dati delle dichiarazioni dei redditi 2007: i ristoratori dichiarano quanto i pensionati, i commercianti poco più dei dipendenti. Federconsumatori ed Adusbef: “Cifre scandalose, non degne di un paese civile”. Il Pd: “Destra inadatta ad intervenire”

di C. R.

“I dati emersi dalle dichiarazioni dei redditi sono scandalosi, non degni di un paese civile”. E’ con queste parole che Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, rispettivamente presidenti di Federconsumatori ed Adusbef, hanno accolto le tabelle contenute nelle anticipazioni delle dichiarazioni dei redditi 2008.

Gli elenchi in questione sono relativi all’anno d’imposta 2007, sono stati diffusi ieri (19 luglio) dal dipartimento delle politiche fiscali del ministero dell’Economia e, in effetti, sono piuttosto singolari. I contribuenti italiani, nell’anno pre-crisi, sono 41.066.588, di cui 20,6 milioni risultano redditi da lavoro dipendenti, 15,3 milioni di redditi da pensioni, poco piu’ di 2 milioni di redditi d’impresa e poco piu’ di 870.000 redditi da lavoro autonomo.

Nel 2007 il reddito medio degli italiani e’ stato di 16.500 euro, con al primo posto i lavoratori autonomi, che hanno dichiarato in media 37.120 euro. Il reddito medio dei lavoratori dipendenti è stato invece di 19.330 euro, superiore a quello delle imprese, che scende a 18.990 euro. Fanalino di coda sono poi i pensionati, fermi a 13.450 euro. A colpire maggiormente, però, sono possibili confronti incrociati tra le varie categorie di contribuenti. Analizzando i redditi a contabilità semplificata, pari al 61,5% del totale, infatti, si scopre che i ristoratori italiani (settore ‘alloggio-ristorazione’) intascherebbero più o meno quanto i pensionati, con un reddito lordo annuo tra i 14.500 e i 13.500 euro.

I commercianti al dettaglio e all’ingrosso dichiarano invece al fisco 19.785 euro, un importo lordo superiore solo di 400 euro lordi l’anno a quello di un lavoratore dipendente. Il reddito si attesta invece a 16.837 euro per gli imprenditori del settore trasporto, a 18.725 per gli agenti di viaggio, 21.596 per le agenzie immobiliari e 24.857 gli operatori nei settori arte, sport e intrattenimento. Dichiarano di più, invece, le categorie dei professioni (35.436 euro in media) e i medici (43.880 euro).

Sono queste cifre che hanno scatenato la rabbia delle associazioni dei consumatori.
“Probabilmente è su questi dati che si basa il governo per le proprie scelte di politica economica!”, hanno accusato Lannutti e Trefiletti in un comunicato congiunto. “Invece di misure a sostegno dei percettori di reddito fisso, lavoratori e pensionati – continuano – fioccano misure e proposte a sostegno di banche, imprese, commercianti ed artigiani, oltre a nuovi condoni fiscali’.

Federconsumatori ed Adusbef ritengono infine che le cifre relative ai redditi siano “davvero poco credibili, e dovrebbero spingere il governo ad intervenire con serie misure in grado di contrastare l’evasione fiscale, che, nel nostro Paese, ha ormai raggiunto livelli vergognosi”. Se così non fosse le associazioni dei consumatori sono pronte a provvedere da sole, “raccogliendo le firme per una legge che permetta la detrazione nella dichiarazione dei redditi delle fatture emesse da commercianti ed artigiani”.

Gli artigiani, però, non ci stanno. Secondo Giuseppe Bortolussi, dell’associazione artigiani di Mestre, “non è sostenibile” la tesi che gli artigiani e i commercianti dichiarano al fisco redditi inferiori ai lavoratori dipendenti. ‘Le statistiche pubblicate ieri – rileva una nota – mettono a confronto i redditi degli autonomi con quelli di un lavoratore dipendente medio che include, tra gli altri, i professori universitari, i manager pubblici e privati, i magistrati, gli alti funzionari dello Stato che alzano abbondantemente la media reddituale’. ‘Questo confronto – afferma Bortolussi – non ha nessun senso. Correttezza statistica vuole che la comparazione venga realizzata con i redditi dei lavoratori dipendenti di artigiani e commercianti’.

Le elaborazioni fornite dal Tesoro sulle dichiarazioni dei redditi, in ogni caso, hanno dato spazio anche alle critiche del Pd nei confronti del governo. “La destra alimenta l’elusione e l’evasione fiscale e quindi è la meno adatta ad intervenire sul tema di una equa ripartizione” ha detto Marina Sereni, vicepresidente dei deputati Partito democratico. Le elaborazioni relative al 2007, infatti, “confermano che uno dei grandi problemi irrisolti del nostro paese riguarda la fedeltà fiscale, l’evasione e l’elusione delle tasse”. La possibile soluzione fornita dalla Sereni è “nel saper coniugare semplificazione e controlli e nella costruzione di un’alleanza vantaggiosa sia per i cittadini consumatori che per le imprese”. Ma questa soluzione “non può essere trovata da questo governo e da questa maggioranza di destra che ha sempre abbassato la guardia contro gli evasori”.

link originale: http://www.rassegna.it/articoli/2009/07/20/50097/evasione-fiscale-la-rabbia-dei-consumatori

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