Identikit del “presunto rifugiato”

 (immagini di Carlo Ruggiero)
Secondo l’Onu, nel 2008, in Italia sono arrivati 37.000 migranti via mare. Il 75% ha fatto richiesta di asilo, il 35% ha ottenuto una forma di protezione. Nigeriani, eritrei e somali i più numerosi. Il 7% ha meno di 18 anni, le donne sono 11 su 100 (un pezzo pubblicato qualche tempo fa su rassegna.it)
di Carlo Ruggiero

A detta del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, tra i migranti che si trovavano sui barconi respinti nei giorni scorsi “ci sono persone reclutate in maniera scientifica dalle organizzazioni criminali”, e pochissimi di loro “hanno i requisiti per chiedere il diritto d’asilo”. La replica dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati non si è fatta attendere. L’Unhcr ha annunciato di aver scritto al governo italiano esprimendo “grave preoccupazione” per il rinvio in Libia di migranti intercettati in mare. E per chiedere alle autorità italiane di “riammettere quelle persone rinviate dall’Italia e identificate dall’Unhcr quali individui cercano protezione internazionale”. Secondo l’Onu, insomma, nessun richiedente asilo dovrebbe essere respinto prima che si sia esaminata in maniera imparziale ed obiettiva la sua domanda di rifugio.

Ma quanti sono effettivamente i richiedenti asilo in Italia? Quanti lo ottengono? E di questi quanti effettivamente provengono dalle carrette del mare che sbarcano sulle nostre coste? Per il Viminale (è quanto si legge sul sito internet del Ministero dell’Interno), possono essere definiti richiedenti asilo “le persone che, trovandosi fuori dal Paese in cui hanno residenza abituale, non possono o non vogliono tornarvi per il timore di essere perseguitate per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza a un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni politiche”. La legge prevede che questi stranieri debbano essere identificati e tutelati.

Secondo stime dell’Onu, nel 2008, gli stranieri giunti in Italia via mare in modo non autorizzato sono oltre 37.000. Il 70-75% di costoro ha fatto richiesta di asilo, e il 35% ha ottenuto una forma di protezione internazionale. L’82% sono uomini maggiorenni, l’11% donne di almeno 18 anni, mentre 7 su cento sono minori. Tra costoro l’8-9% ha ottenuto lo status di rifugiato, mentre il 91-92% ha conseguito un’altra forma di protezione sussidiaria o umanitaria. La maggior parte dei richiedenti, dunque, arriva dai barconi. Lo conferma anche il Viminale. Secondo l’ultimo rapporto sul diritto d’asilo, stilato dal Ministero dell’Interno nel 2007, “il 50 per cento delle domande è inoltrato da persone giunte via mare”, mentre il resto passa i confini via terra sfruttando Schengen.

Secondo i dati ufficiali relativi ai primi quattro mesi di quest’anno,
inoltre, il 38 per cento di chi ha richiesto asilo ha ottenuto comunque un riconoscimento di protezione umanitaria. Da gennaio ad aprile 2009, sono 6.324 le istanze depositate. In cima alla lista ci sono i nigeriani con 1.040 domande, subito dopo gli eritrei con 745 e poi i somali con 650. Su 9.599 pratiche esaminate in questo primo periodo (il numero tiene conto anche del pregresso) sono stati concessi 2.952 riconoscimenti. Lo scorso anno le domande pervenute erano state 31.097, quelle esaminate 21.933, e la protezione era stata concessa a ben 10.849 persone, con una media pari al 49,46 per cento.

Eppure secondo varie fonti, i migranti che arrivano dal mare rappresentano solamente una piccola percentuale sul totale dei clandestini presenti in Italia. All’inizio del 2008, la Fondazione Ismu (Iniziative e studi sulla multi etnicità) ha stimato in 651mila unità gli immigrati irregolari in Italia, ma secondo altre fonti si arriverebbe addirittura a 800mila. Leggendo il XIV rapporto sulle migrazioni 2008 elaborato dall’Ismu, invece, si scopre che gli immigrati (regolari e irregolari) presenti sul territorio italiano al primo gennaio 2008 erano oltre quattro milioni, 346 mila in più rispetto al 2007. E se tra i regolari erano aumentati i residenti (+16,8 per cento), segno che i migranti stanno sempre più integrandosi, c’era da registrare anche un nuovo boom di irregolari, raddoppiati rispetto al 2007, ma comunque sotto il 15% del totale dei residenti stranieri.

Irregolari”, però, sono considerati anche tutti i clandestini (la maggior parte) che un lavoro ce l’hanno, ma non sono ancora riusciti a regolarizzare la loro posizione o sono in attesa di rinnovo per il permesso di soggiorno. Senza contratto, dunque invisibili. Ma se il Fisco e l’Inps potessero vederli, incasserebbero 2,55 miliardi di euro tra contributi previdenziali (1,96 miliardi) e gettito fiscale (582 milioni). È questa la somma che si potrebbe recuperare per l’anno fiscale 2008, regolarizzando circa 480mila extracomunitari esclusi dall’ultimo decreto flussi della Bossi-Fini (170mila posti e il quadruplo di domande). Il dato è stato stimato dal Sole 24 Ore.

In ogni caso, secondo il rapporto Ismu, questa presenza massiccia non sembra gravare sulla finanza pubblica. Anzi, dice l’istituto, se si considerano anche i benefici legati all’anzianità si evidenzia un trasferimento netto di risorse dagli immigrati agli italiani. Ad’esempio, si scopre che se gli italiani versano il 50 per cento di imposte in più rispetto agli immigrati, è pure vero che usufruiscono di benefici assistenziali e previdenziali tre volte superiori.

“Non si può semplicemente spazzare via l’immigrazione” ha detto Jean-Philippe Chauzy, responsabile comunicazione dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) dopo il respingimento dei barconi da parte della marina italiana. “Sbattere le porte in faccia ai lavoratori stranieri, spingerà solo più persone nelle mani degli sfruttatori e dei trafficanti, e renderà chi è senza permesso ancora più vulnerabile nei Paesi di destinazione”. Senza tener conto del loro diritto di essere considerati, secondo la Convenzione sui Rifugiati del 1951, “potenziali rifugiati politici” fino a prova contraria.

link originale: http://www.rassegna.it/articoli/2009/05/13/46985/identikit-del-presunto-rifugiato

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