Fini-Berlusconi: è scontro frontale

da internet

Durante il direttivo del partito si consuma uno strappo drammatico e difficilmente ricucibile. Volano parole pesanti e gesti espliciti. Fini affonda su Lega e giustizia. Berlusconi: “Se vuoi fare politica dimettiti”. Bersani: “Spettacolo indecoroso”

di Carlo Ruggiero

E’ scontro frontale tra Berlusconi e Fini. Durante il direttivo nazionale del Pdl, ancora in corso a Roma, i due hanno duellato dal palco dell’Auditorium della Conciliazione. Lo scontro si è consumato non solo attraverso parole piuttosto dure, ma anche per mezzo di gesti eclatanti ed espliciti.

Il primo colpo di scena, però, è stato, come al solito, appannaggio di Berlusconi, che ha preso subito la parola dal palco. Nel suo discorso introduttivo, il presidente del Consiglio ha cantato le lodi del suo governo, poi ha aperto all’opposizione sulle riforme costituzionali, dicendo che vanno fatte “insieme”.

Poi Berlusconi è passato alla questione più scottante, quella della minoranza interna ventilata da Gianfranco Fini, ma senza mai nominare direttamente il presidente della Camera. ”Sono stati gli elettori a volere questo partito – ha detto – noi abbiamo realizzato un movimento che è democratico. La democrazia è fondamentale per il nostro partito. Fino ad ora questa democrazia ci ha consentito di lavorare bene insieme e di vincere tutte le elezioni nei due anni di vita del partito”. Poi ha aperto alla possibilità di un congresso a breve del Pdl: “Suggerisco di convocare un congresso entro l’anno per fare il punto si ciò che è stato fatto e su ciò che dovrà essere fatto in futuro”.

Parole inizialmente distensive, dunque, ma che non sono bastate a placare gli animi. Fini è salito sul palco ed ha affermato: “La leadership di Berlusconi non è messa in discussione, almeno da chi vi parla. Avere opinioni diverse rispetto al premier e presidente del partito significa esercitare un preciso diritto-dovere”. Per il presidente della Camera, però, “nascondere la polvere sotto il tappeto è puerile”. Poi Fini ha iniziato a sciorinare una serie di temi, a suo avviso, critici. L’intervento del presidente della Camera è durato quasi un’ora.

In primis Fini ha parlato dell’appiattimento del partito sulla Lega. “Sono mesi che lo vado dicendo: al Nord siamo diventati una fotocopia della Lega”, ha detto. Fini ha citato in particolare, come elemento di dissociazione dalle politiche del Carroccio, le parole sugli insegnanti lombardi per la Lombardia, o calabresi per la Calabria, ma ha anche ricordato le polemiche legate ai medici spia o ai bambini esclusi da scuola perché i genitori immigrati hanno perso il permesso di soggiorno. “Così si creano bambini di serie B”, ha aggiunto. Anche sulla riforma federale, per Fini bisogna “discutere e valutare bene costi e vantaggi”, non semplicemente seguire il Carroccio.

Successivamente, il presidente delle Camera ha ricordato le accuse del Cavaliere ai magistrati nel caso delle liste elettorali del Pdl nel Lazio. “Sgombriamo il campo dal tema delle elezioni”, ha detto rivolgendosi al premier. “So benissimo che sono andate bene – ha aggiunto – e che la coalizione ha vinto le elezioni: in alcuni casi le ha vinte personalmente Berlusconi, come ad esempio nel Lazio, dove però… devo dirtelo: ma credi veramente che la lista non sia stata presentata per un complotto dei magistrati?”. In questa occasione c’è stato il primo dei battibecchi che hanno contraddistinto l’intervento. Berlusconi ha preso il microfono e ha replicato: “Un comportamento, più che un complotto…”.

Poi Fini ha parlato di giustizia: “Non possiamo dare l’impressione che la riforma della giustizia possa apparire come impunità”. A queste parole del presidente della Camera, la platea dei membri della direzione nazionale ha fischiato e ha lanciato un fortissimo ‘buhhh’ all’indirizzo del palco. Lo stesso Berlusconi ha dimostrato una netta contrarietà e si è sentito chiaramente al microfono mentre rivolgendosi a Fini è sbottato: “Gianfrancoooo…”.

Subito dopo ha ripreso la parola Silvio Berlusconi. Dopo una sbrigativa stretta di mano, il premier ha affermato: “Mi sembrava di sognare. Non mi sono mai giunte queste richieste”. E ancora, rivolto a Fini: “Sono venuto martedì da te e tu davanti a Gianni Letta mi hai detto che ti eri pentito di aver fatto il Pdl. Questa è la realtà”.

“Il nostro partito è stato esposto al pubblico ludibrio in televisione da parte di Bocchino, Urso e Raisi – ha continuato Berlusconi. Il Presidente della Camera ha scosso più volte la testa in dissenso e ha detto: “ma cosa stai dicendo…”. Gianfranco Fini è anche scattato in piedi all’intervento di Silvio Berlusconi ed è andato sotto il palco con il dito puntato. “Sul tema dell’immigrazione, infine, Berlusconi ha affermato che la Lega ha fatto proprie le posizioni che erano di An: quindi non è vero che il Pdl è la fotocopia della Lega, se mai è la fotocopia di posizioni di An che sono state abbandonate…”

Per il presidente del Consiglio
, in ogni caso, “le questioni evocate da Fini” non hanno “una grande importanza rispetto a tutto quello che abbiamo fatto come governo e che ci accingiamo a fare”. La conclusione del discorso di Berlusconi è stata infine chiarissima: Fini è accolto a braccia aperte se vuole fare politica, ma prima deve dimettersi da presidente della Camera. Il premier ha fatto il classico gesto della mano che universalmente significa  “vai via”. Fini si è alzato per la seconda volta e si è diretto ancora verso il palco: dal labiale si è capito che ha risposto a Berlusconi: ”Così non lo fai a nessuno”.

“Uno spettacolo indecoroso”
ha definito il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, lo scontro tra Berlusconi e Fini. Lo riferiscono fonti di agenzia. Il presidente della Camera, comunque, secondo Bersani “ha sollevato contraddizioni profonde su temi e problemi reali”.

link originale: http://www.rassegna.it/articoli/2010/04/22/61463/fini-berlusconi-e-scontro-frontale

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