Due inverni

DUE INVERNI – Tutte e sette le puntate del racconto-reportage pubblicato su QcodeMag. Un lungo viaggio nel mio passato, in quello della mia famiglia e in quello di questo smemorato Paese

Questa è la storia della mia famiglia. O meglio, è un pezzo di storia di una parte della mia famiglia. È la storia di mia madre, dei miei zii e dei miei nonni materni. Ed è una storia di profughi. Persone che sono sfuggite alla guerra e alla violenza. Gente a cui un giorno la Storia (stavolta con la S maiuscola) ha deciso di bussare alla porta di casa. Poi si è portata via la casa. Dopo un po’, s’è portata via anche tutto il resto.

Questa è la storia di due adulti, una ragazzina e tre bambini che hanno viaggiato a lungo, che hanno patito la fame e il freddo. Persone che hanno guardato la morte in faccia più volte, che sono state colpite, rinchiuse, umiliate. No, non sono somalo, non sono siriano, non sono afghano. Non sono nemmeno curdo. Non vengo da qualche paese esotico e lontano. Sono un italiano qualsiasi, e lo era anche la mia famiglia.

Erano di Coreno Ausonio, un paesino di poche anime arroccato sui monti Aurunci, neanche 150 chilometri a sud di Roma. Per circa settant’anni questi fatti sono rimasti sepolti sotto due dita di polvere, annacquati nel chiacchiericcio quotidiano. Poi ho deciso di tirarli fuori, e per farlo ho iniziato a scavare. Quando si scava, però, di solito si suda, ci si sporca le mani. E c’è sempre il rischio di graffiarsi. La verità è che la Storia (ancora un volta con la S maiuscola) si ripete sempre due volte. La prima come tragedia, la seconda pure.

#1 PROFUGHI VERSO IL NORD – Una strana foto, sgualcita, sgranata, nebbiosa. E un trafiletto su un giornale.

#2 CARAMELLE DI GROSSO CALIBRO – Cose passate, cose antiche…

#3 SEPOLCRI BIANCHI – Bombe su Montecassino.

#4 LO STESSO UOMO – Un’immagine in movimento, una sequenza di pochi secondi.

#5 UNA MANCIATA DI CHILOMETRI – Romanina, Torre Gaia, la Breda.

#6 GIONA SENZA LA BALENA – Giona è un nome, ma anche un destino.

#7 TERRA PIATTA – Figlio di profughi.

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