Cambogia: la polizia spara sugli operai, tre morti

cambogia (1)A Phnom Penh la polizia ha aperto il fuoco contro i lavoratori tessili scesi in piazza per chiedere un aumento di salario. Sono 650.000, sono la base dell’economia cambogiana e chiedono un aumento di 80 dollari mensili sul salario

Almeno tre persone sono morte oggi a Phnom Penh dopo che la polizia ha aperto il fuoco contro gli operai scesi in piazza per chiedere un aumento di salario. Sono settimane che i lavoratori del settore tessile si mobilitano per rivendicare migliori condizioni di lavoro.

Gli agenti hanno sparato mentre migliaia di lavoratori bloccavano una strada che conduce alle loro fabbriche e alcuni di loro, armati di bastoni, pietre e bombe molotov, si stavano opponendo alle forze dell’ordine. “Tre persone sono morte e altre due sono rimaste ferite”, ha detto un commissario aggiunto della polizia.

Secondo Chan Soveth del gruppo locale per i diritti umani Adhoc, 10 lavoratori sono stati gravemente feriti. Gli agenti hanno aperto il fuoco per contrastare l’avanzata dei dimostranti, armati di sassi, bastoni e alcune bombe molotov. Un portavoce della polizia militare ha dichiarato che nove agenti sono rimasti feriti da pietre e colpi di fionda.

Il settore impiega circa 650.000 persone nel persone e rappresenta la principale fonte di entrate straniere. Gli operai sono in protesta da dicembre per ottenere un aumento delle retribuzioni minime a 160 dollari al mese, dagli attuali 80. Il governo di Hun Sen ha promesso di portare i salari a 95 dollari entro il prossimo aprile: una prospettiva che non soddisfa i lavoratori tessili cambogiani, spina dorsale del settore che sostiene le esportazioni nazionali.

La protesta si sovrappone in parte alle manifestazioni del Partito di salvezza nazionale della Cambogia, che lo scorso luglio e’ stato sconfitto di poco in elezioni che crede siano state macchiate da diffuse irregolarità. Da allora l’opposizione è scesa in piazza più volte, reclamando la vittoria e chiedendo
invano l’istituzione di una commissione d’inchiesta sui presunti brogli.

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