Thyssen, tre testi della difesa ritrattano

Colpo di scena al processo per la tragedia in cui morirono 7 operai. Un testimone: “Consegnate domande prima dell’udienza”. Incontri, telefonate e conversazioni con ex superiori prima delle deposizioni. Tensione con i parenti delle vittime

di Carlo Ruggiero

Colpo di scena al processo per la tragedia della ThyssenKrupp, in cui morirono 7 operai il 6 dicembre 2007.  A Torino è il giorno delle ritrattazioni di tre lavoratori che, convocati nelle precedenti udienze dalle difese degli imputati, resero dichiarazioni che costarono loro un avviso di garanzia per falsa testimonianza. I tre sono tornati in aula per chiarire le loro dichiarazioni. I tre avevano negato contatti con imputati e colleghi e di aver parlato con loro del processo. Oggi hanno invece riferito di incontri, telefonate e diverse conversazioni.

In particolare, uno di loro ha detto che il giorno prima dell’udienza in cui fu sentito, il 9 novembre, incontrò un suo ex superiore che lo aveva contattato telefonicamente e che “mi diede due fogli con delle domande, presumibilmente quelle che mi avrebbero fatto il giorno successivo”. Il teste ha poi precisato: “A.C. disse che non voleva, così facendo, invogliarmi a testimoniare il falso, ma solo farmi ricordare meglio. Buttai via il foglio. Non mi sembrava giusto”.

L’operaio ha poi raccontato che in quell’incontro “l’ex superiore mi chiese se mi ricordavo, ad esempio, quale fosse il ruolo di Cafueri (uno degli imputati, ex vicedirettore dello stabilimento di Torino e responsabile della sicurezza) nell’azienda oppure se mi ricordavo che ci fossero stati degli incendi sulla linea 5″. Per poi aggiungere che lo stesso superiore gli fece sapere che un collega, dopo aver ricevuto il medesimo foglio, aveva fatto denuncia alla magistratura. “In quel caso oltre alle domande, c’erano anche le risposte ma nei miei fogli no”.

Il teste ha ancora dichiarato
che qualche giorno prima della sua deposizione era stato contattato telefonicamente da Cafueri “che voleva il mio indirizzo – ha detto – per mandarmi l’invito a presentarmi all’udienza come testimone”. Subito dopo l’ex operaio telefonò al suo ex superiore, quello che avrebbe poi incontrato dopo qualche giorno, “che mi disse di stare tranquillo. Il giorno successivo lui mi chiamò chiedendomi se volevo incontrarlo e in quel momento non ci vidi nulla di male”.

“Cafueri – ha continuato l’operaio – specificò di non dire a nessuno che mi aveva fatto avere il piano di emergenza”, ha specificato il testimone. “E perché questo non ce lo disse la scorsa volta?”, lo ha incalzato il pm, Francesca Traverso. “Perché non dovevo dirlo”, è stata la sua risposta Gli altri testimoni che hanno chiesto di parlare non hanno aggiunto nulla di nuovo. IL terzo, soprattutto, ha risposto “non lo so” ad almeno una decina di domande. Per la sua reticenza, è stato rimproverato dal presidente, il giudice Maria Iannibelli, che gli ha ricordato: “Guardi che è stato lei a chiedere di intervenire oggi”.

Secondo quanto riporta la Apcom, inoltre, attimi di tensione si sono registrati al termine dell’udienza. Il presidente di corte stava per chiudere la seduta, quando la segretaria del direttore di stabilimento, ultimo testimone della difesa a parlare, ha indicato la madre di una vittima che si trovava in fondo all’aula: “E’ lei la signora che mi ha dato della stronza – ha gridato rivolta alla corte – non è possibile. Lo ha fatto anche prima”. A quel punto i legali della difesa hanno gridato: “Basta, siamo esasperati, i nostri assistiti vengono continuamente insultati e anche noi siamo dei morti che camminano, da due anni che riceviamo minacce, uno di noi anche nei confronti del figlio”.


“Si vergogni”, lo ha apostrofato la madre della vittima.
“Si vergogni – ha ripetuto la signora al difensore – io ho perso un figlio e lei mastica e mi ride in faccia!”. Il presidente, nella confusione generale, ha preso la parola: “Capisco il lato umano, ma se non si in grado di autocontrollarsi vi prego di non venire più in aula”, ha detto al microfono rivolto ai familiari in udienza, e ha disposto una scorta di carabinieri per la signora Rossetto fino all’uscita del tribunale. Il processo stato aggiornato al 17 dicembre, quando andrà a testimoniare il gestore della manutenzione della linea 5.

» L’interrogatorio dei manager tedeschi
» Archivio, La tragedia di Torino

link originale: http://www.rassegna.it/articoli/2009/12/11/56085/thyssen-tre-testi-della-difesa-ritrattano

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